FAQ

Cosa succede se una persona non crede molto nel coaching?

È una situazione più comune di quanto si pensi. Il coaching non richiede una “fede” iniziale: ciò che conta è la disponibilità a riflettere sul proprio lavoro.

Quando il percorso è collegato a situazioni reali di lavoro, le persone scoprono progressivamente l’utilità del coaching.

E se qualcuno ha già fatto coaching e non ha funzionato?

Le esperienze di coaching possono essere molto diverse tra loro. Spesso ciò che non ha funzionato non è il coaching in sé, ma il modo in cui il percorso è stato progettato o collegato al contesto organizzativo.

Nel metodo i•dive il coaching è sempre collegato al lavoro quotidiano delle persone e sostenuto da strumenti che aiutano a mantenere il focus tra una sessione e l’altra

Come si misura l’impatto del coaching?

Nel metodo i•dive monitoriamo i percorsi attraverso:

  • definizione degli obiettivi iniziali
  • dati quantitativi aggregati sull’andamento dei percorsi
  • insight qualitativi che emergono dal confronto tra i coach


Tutto nel pieno rispetto degli standard di riservatezza del coaching professionale (ICF).

Come evitate che il coaching resti solo una riflessione?

Le sessioni partono da situazioni reali di lavoro e aiutano la persona a sviluppare nuove modalità di azione.

La piattaforma i•dive include anche una funzione di feedback che permette di raccogliere percezioni da colleghi o manager e monitorare i progressi nel tempo.

Utilizzate strumenti di assessment?

La piattaforma include una funzione Check Point che aiuta le persone a riflettere sulle proprie competenze e monitorare lo sviluppo nel tempo.

Quando utile, possiamo integrare strumenti di assessment. Nel nostro team sono presenti coach certificati in strumenti come:

  • Hogan Assessments
  • Nova Profile
  • Six Seconds Emotional Intelligence
Come decidete se è più adatto Individual, Group o Team Coaching?

La scelta tra Individual Coaching, Group Coaching o Team Coaching richiede sempre un momento di analisi.
All’inizio del progetto realizziamo un confronto con HR e un momento di analisi interno tra i coach per comprendere contesto, obiettivi e dinamiche organizzative.
Sulla base di questa analisi formuliamo una proposta che può prevedere:

  • Individual Coaching
  • Group Coaching
  • Team Coaching

oppure una combinazione dei diversi approcci.

È possibile combinare diversi tipi di coaching?
Sì. Spesso i percorsi più efficaci combinano diversi livelli di intervento. Ad esempio:
  • Group Coaching affiancato da sessioni di Individual Coaching
  • Team Coaching accompagnato da Individual Coaching per il team leader

Questo permette di lavorare sia sullo sviluppo delle persone sia sul funzionamento del team.
La tecnologia della piattaforma è invasiva?

No. La tecnologia non è ciò che genera il cambiamento.
La piattaforma utilizza principi di nudge coaching, cioè piccoli stimoli non invasivi che aiutano a mantenere il focus sugli obiettivi di sviluppo senza creare sovraccarico di notifiche.

La piattaforma i•dive è sicura?

Sì. Lavoriamo con organizzazioni in cui la sicurezza dei dati è fondamentale.

La piattaforma è gestita secondo standard di sicurezza certificati ISO 27001, uno dei principali riferimenti internazionali per la sicurezza delle informazioni.

Utilizzate l’intelligenza artificiale per il matching tra coach, mentor e partecipanti?

Al momento non utilizziamo AI per il matching tra coach e coachee o tra mentor e mentee.
Riteniamo che il matching richieda una comprensione attenta del contesto organizzativo e delle persone coinvolte. Per questo preferiamo svolgere un lavoro di analisi accurato insieme all’HR.

Il coaching è utile anche per figure molto senior o executive?

Sì. Il coaching è spesso particolarmente utile proprio per figure senior ed executive, che raramente hanno spazi strutturati di confronto sul proprio modo di lavorare e prendere decisioni.

In ruoli di responsabilità elevata può essere difficile trovare interlocutori con cui riflettere apertamente su scelte, relazioni e dinamiche organizzative. Il coaching offre uno spazio professionale e riservato che aiuta a sviluppare maggiore consapevolezza e affrontare con più lucidità la complessità del ruolo.

Per queste figure è anche possibile prevedere percorsi executive, anche in presenza, accompagnati da coach con forte esperienza nei contesti organizzativi.

Il coaching funziona anche con persone molto junior?
Sì, ma con modalità progettate in modo diverso. Per le persone all’inizio della carriera, il coaching può essere particolarmente utile per sviluppare competenze che spesso non vengono allenate nei percorsi tecnici, come:
  • capacità di riflettere sul proprio modo di lavorare
  • gestione delle relazioni professionali
  • comunicazione verso l’alto
  • consapevolezza del proprio ruolo nelle organizzazioni.

Con i profili più junior utilizziamo spesso percorsi di Group Coaching, che permettono di confrontarsi con colleghi che stanno vivendo sfide simili e favoriscono apprendimento tra pari.
Cosa succede se durante il percorso emergono difficoltà?

Durante i percorsi manteniamo un dialogo costante con HR, nel rispetto della riservatezza delle sessioni di coaching.

Nelle prime settimane prestiamo particolare attenzione all’avvio del percorso, per intercettare eventuali difficoltà iniziali. Se necessario, è possibile prevedere momenti di confronto con HR o adattare il percorso.

Il nostro obiettivo è garantire che il coaching rimanga utile e sostenibile per le persone, mantenendo sempre l’allineamento con il contesto organizzativo.

Fatti consigliare da una persona del team

Se vuoi portare lo sviluppo delle persone dentro la realtà del lavoro, iniziamo da una conversazione. Raccontaci chi siete, che momento state vivendo e dove desiderate andare: costruiremo insieme un percorso di coaching coerente con la vostra organizzazione. 

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